Charlie Brown

"Solo gli imbecilli non hanno dubbi"
"Ne sei sicuro ?"
"Non ho alcun dubbio!"
(Luciano De Crescenzo)


Non importa quanti anni ho


"Ho l'età in cui le cose si osservano con più calma,

ma con l'intento di continuare a crescere.

Ho gli anni in cui si cominciano ad accarezzare i sogni con le dita

e le illusioni diventano speranza.

Ho gli anni in cui l'amore, a volte, è una folle vampata

ansiosa di consumarsi nel fuoco di una passione attesa.

E, altre volte, è un angolo di pace,

come un tramonto sulla spiaggia.

Quanti anni ho, io?

Non ho bisogno di segnarli con un numero,

perché i miei desideri avverati,

le lacrime versate lungo il cammino al vedere le mie illusioni infrante

valgono molto più di questo.

Che importa se compio venti, quaranta o sessant'anni!

Quel che importa è l'età che sento.

Ho gli anni che mi servono per vivere libero e senza paure.

Per continuare senza timore il mio cammino,

perché porto con me l'esperienza acquisita

e la forza dei miei sogni.

Quanti anni ho, io? A chi importa!

Ho gli anni che servono per abbandonare la paura

e fare ciò che voglio e sento."

                       (José Saramago)


Autrice : Carla Iannacone | Categoria : Poesia | Commenti pubblicati dagli utenti : 0 | Data : 15/12/24

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Giochiamo?


Autrice : Carla Iannacone | Categoria : Poesia | Commenti pubblicati dagli utenti : 0 | Data : 13/12/24

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Ti amo è un tempo finito



Ti amo è un tempo finito

sospeso tra le parole

che non sanno esprimere

quello che per te provo –

perché le parole sono finite,

corte,

troppo piccole

per contenere il mio sentimento

così forte.

Ti amo è un verbo consumato,

abusato,

usato

e io non userò per te frasi già scritte

ed emozioni che sono di altri –

perché il mio amore

come il dolore

è unico

e conosce una sola direzione: la tua.

Ti mentirei se ti dicessi che mi fai stare bene

perché mi fai stare male –

però per il tuo bene

per il bene che ti voglio

mento

nascondendomi dietro a una risata stupida,

compresa solo dagli sciocchi.

Rido anche adesso

che non mi vedi,

perché è buffo

che proprio a te mento

l’ultima persona con cui vorrei fingere nell’universo.

Ti amo è un tempo infinito

che mette a dura prova i nervi

e la resistenza –

è uno spasmo che si appiccica al cuore

e non lo molla

neanche quando smette di gridare,

perché è un tempo sospeso nella vita

senza il conforto della morte.

                             

                               (Charlie)

Autrice : Carla Iannacone | Categoria : Poesia | Commenti pubblicati dagli utenti : 0 | Data : 10/12/24

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Il castello di lego


Avevo un castello di lego

un giorno un bambino ha aperto la porta della mia casa

e ha spalancato gli occhi sorpreso,

il tempo di invitarlo a sedersi accanto a me per osservarlo meglio da vicino

e gli è scivolato sopra un piedino.

"Scusa, non l'ho fatto apposta"

ha detto indicando i mattoncini con vergogna

confusi tra le sedie, il tavolo e il tappeto

di colore blu, rosso, giallo, verde e nero.

"Non preoccuparti" gli ho detto "non è successo niente"

con una pazienza infinita

ho raccolto pezzo per pezzo.

Ho ricominciato da capo

ho ricostruito il castello

ho ricombinato i colori,

assorta

e in silenzio.

Ma il bambino era sbadato

si guardava intorno in cerca di qualcosa

ed è inciampato,

così cadeva di nuovo, di nuovo sul mio castello

mandandolo in frantumi

crash!

eccoli: i resti.

Ancora una volta

sono tutti a terra.

Ho guardato il bambino

ma lui non mi vedeva,

pensava fosse tutto un gioco

non me la sono sentita di sgridarlo

appassirgli la risata che si era conquistato a suon di tonfi.

Di nuovo ho preso i mattoncini

e li ho impilati uno per uno,

non era il tempo che impiegavo a mettermi paura

ma il frastuono che irrompeva nella casa

ogniqualvolta si schiantavano sul pavimento

e mi chiedevo: "perché fa così rumore un pezzo di lego?"

Ho risollevato il castello

ma le mani adesso mi tremavano

ed è venuta su una torre un po' sghemba -

il bambino ha urlato estasiato "che bella!"

in quel momento un vento imprevisto ha spalancato la finestra -

ho aperto le braccia e il bambino si è tuffato sul petto

gli ho chiesto: "perché stai piangendo?"

e lui mi ha risposto: "perché mi ero perso".

Siamo rimasti fermi l'uno nel silenzio dell'altra

aspettando che la terra chetasse il suo boato.

Avevo un castello di lego

che non è precipitato

perché a tramortirmi stavolta fu un suono più grande

che mi rimbombava stretto tra le braccia.

                                                       

                                                 (Charlie)


Autrice : Carla Iannacone | Categoria : Poesia | Commenti pubblicati dagli utenti : 0 | Data : 28/11/24

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Un’altra sosta


Appoggiami la testa sulla spalla:

ch’io ti carezzi con un gesto lento,

come se la mia mano accompagnasse

una lunga invisibile gugliata.

Non sul tuo capo solo: su ogni fronte

che dolga di tormento e di stanchezza

scendono queste mie carezze cieche,

come foglie ingiallite d’autunno

in una pozza che riflette il cielo.

                     (Antonia Pozzi)

Autrice : Carla Iannacone | Categoria : Poesia | Commenti pubblicati dagli utenti : 0 | Data : 14/11/24

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Bambole rotte


                                                                                              "La mia carezza scivola disegnando una curva.

                                                                                                                                    Tu ricorda: è la curva più dolce e più bella

                                                                                                                                      perché assomiglia alla curva del cuore"

                                                                                                                                                                              (Charlie)


Bambole rotte

ballano in qualche sogno

nei sonni degli altri – di chi le ha

e di chi non può averle.

Bambole rotte

mi agitano il giorno

si muovono scomposte

cantano a squarciagola,

voci stonate

piegate dalle risate

spezzate dalla fatica, dalla malattia

trattenute dall’amore che vuole vederle avanti.

Bambole rotte

che non tengo nei cartoni

sono nella stanza dei giochi del cuore;

c’è chi si regge su una gamba

quella a cui manca un occhio

a un’altra il vestito –

spettinate dalla vita –

e poi c’è quella senza braccia.

"Vecchie", direte

potreste confondervi se mi diceste di buttarle

quelle ragnatele sulla loro pelle

sono il biglietto dei lunghi viaggi nel tempo

le battaglie per passare di mano in mano

a un bambino

a un ragazzo

a un uomo

a uno specchio,

sfidando la sorte

giocando a chi è più forte.

Le mie bambole sono rotte perché hanno resistito all’urto del nemico

che a ognuna ha tolto un pezzo

ma quello che conta è integro.

Sì, queste bambole sono belle

perché sono tutte rotte

perché è la loro (im)perfezione

che mi commuove e mi fa tremare il cuore.

                                                   (Charlie)

Autrice : Carla Iannacone | Categoria : Poesia | Commenti pubblicati dagli utenti : 0 | Data : 07/11/24

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