Charlie Brown
"Solo gli imbecilli non hanno dubbi"
"Ne sei sicuro ?"
"Non ho alcun dubbio!"
(Luciano De Crescenzo)
"Ho dovuto imparare di nuovo come si fa a ritornare in piedi
se hai ricevuto un calcio in pieno petto,
quando senti bruciare dentro e non capisci bene dove.
Quando c'è chi ti fa sentire male.
E tu perdoni.
E forse sbagli.
Il perdono è degli angeli.
Ma dove sono gli angeli."
(Laura Neri)
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"Se tu non volessi appartenermi
se nel tuo cuore non ci fosse più la mia immagine
Se tu provassi a cancellarmi del tutto
ricorda
Sono una persona
Ho il mio orgoglio.
Non cercarmi se non mi trovi
non cercare il mio sguardo
negli occhi di qualcuno.
Lascia che io voi nel cielo tra pareti azzurre.
Se tu non volessi
...ma ricorda
ti ho donato il mio tempo
goccia su goccia."
(Laura Neri)
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Illustrazione di Emilio Pilliu dal manga italiano di Matteo Bussola per Einaudi editore, Zeroventi. Nadine e Davide
Mani che separano
mani che uniscono
mani che costruiscono
mani che scrivono.
Con le mani mi parli
con le mani mi ami,
con le mani mi chiami
con le mani mi baci.
Sono le mani, le mani
le tue mani che mi fanno impazzire
le tue mani che mi fanno morire
le tue mani che mi danno la vita.
Sono mani che sogno di notte
delle tue mani mi vesto e mi spoglio
foglie da cui non vorrei separarmi
che le tempeste del destino strappano dai miei rami.
E ora che sei lontano
le mie mani non fanno altro che cercarti
si muovono inquiete a mezzogiorno
abitano una scrivania, un cellulare
urlano
ti insultano
e mi fanno male,
nell’ora più buia cominciano a tremare.
Non riesco a tenerle ferme
le tue mani sono un viaggio dentro le mie –
quante cose! Quante cose creano le tue mani!
Quanti pensieri nascondono le tue mani,
mani che scanso, che mordo, che accarezzo
mani che sanno fare l’amore.
Ho paura delle tue mani
perché sono le tue mani
a sapere cos’è l’amore.
(Charlie)
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"Non so com'è
essere cacciato cacciata
trovarsi in un paese di lingua diversa
imparare in fretta la parola "grazie"
se qualcuno ti aiuta
la parola "scusa"
se qualcuno ti guarda storto
a non essere mai troppo affamato
quando ti offrono del cibo".
(Wisława Szymborska, Racconto antico Adelphi Editore 2025)
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Cose che capitano per caso
restano scolpite più dei ricordi
son come le pietre.
E come le pietre
sei venuto a colpirmi il cuore
e col cuore rotto
ho chiuso gli occhi sulle tue finestre d’amore
ho educato l’orecchio e la bocca
a non farsi più sedurre dalle tue parole.
Perché le parole sono armi, emozioni
che mi soffi sulle labbra e sulle ciglia,
e sul ciglio di un dirupo or sono.
No, non ti verrò più a cercare
non verrò più a consolarti dietro questa grande muraglia
che è il velo del silenzio [...].
Non più ti succhierò nelle perle dei gerani
annegherò dietro agli scuri,
giù
nelle convenzioni sociali, elitarie, mediatiche,
dove le radici
le dita
non arrivano,
dove il buio
dentro il quale spalancavi le braccia come un mantello di velluto per scaldarmi
s’addensa – fino ad inghiottirmi in una gola
territorio ormai aspro e asciutto
di affanni e trepidazioni.
Sporgermi al tuo fantastico era un istinto necessario
esondavo di poesia e brame e similitudini [...],
forse sei stato tutto uno scherzo, un’illusione, una menzogna [...].
Ora di bugie
non ho che un bugiardino,
ora che ho messo ad asciugare le parole
e il cuore
quel che mi resta
è un parassita dell’amore
che delle parole
conosceva e conosce
l’arte della seduzione.
(Charlie)
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Se qualcuna delle mie povere parole
ti piace
e tu me lo dici
sia pur solo con gli occhi
io mi spalanco
in un riso beato
ma tremo
come una mamma piccola giovane
che perfino arrossisce
se un passante le dice
che il suo bambino è bello.
(Antonia Pozzi)
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