Charlie Brown
"Solo gli imbecilli non hanno dubbi"
"Ne sei sicuro ?"
"Non ho alcun dubbio!"
(Luciano De Crescenzo)
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In una intervista su IoDonna hai dichiarato che il “tuo” Romeo lo hai conquistato a suon di provini cercando di spiegare ad Andrea (Baracco, il regista n.d.r.) e Alessandro (Preziosi) chi fosse, ai tuoi occhi, Romeo Montecchi. Spieghi anche a noi chi è Romeo Montecchi?
Io ho fatto due provini belli tosti, non tanto per il provino in sé e per sé ma perché Andrea mi disse questo: “Shakespeare ci presenta Romeo perdutamente innamorato di Rosalina ma che, comunque, non ci fa mai vedere. Romeo è disposto a morire per lei, infatti si perde in una serie di elucubrazioni sciorinando fiumi di parole con Benvolio, poi vede Giulietta alla festa e improvvisamente dimentica Rosalina.
Come te la spieghi questa cosa? continua a leggere
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Ci sono libri che sanno farsi amare e libri che sanno farsi odiare. Ogni libro è il preludio a un incontro che cela in esso il piacere dell’attesa offendo, a chi legge, il segreto della propria anima. Non esiste storia, racconto o saggio che non riesca in questo, non esistono libri brutti o libri belli – come non esiste rapporto umano brutto o bello -, tutto attiene a ciò che è in noi perché… continua a leggere
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Nel segno di Dio, la prospettiva ultima di guardare le cose
L'ultimo libro edito da San Paolo Edizioni si chiama Il bacio di Siviglia. Al centro del romanzo le vicende di un giovane dissoluto, ammirato per essere uno spudorato seduttore di donne di ogni classe sociale: il suo nome è Miguel Mañara, anche se questa definizione suona molto riduttiva visto che il vero protagonista di questa vicenda è l'amore.
Di amore si parla sempre poco o male, così come avviene con la poesia. Per fortuna esistono ancora grandi poeti in grado di sopperire a questa penuria di sentimenti e di passioni genuine, frutto di cattive convenzioni sociali e di un uso distopico della parola.
Davide Rondoni è uno di questi. continua a leggere
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Intervista a Sandrone Dazieri: cogliere l'essenza connessa all'essere umano
A cosa si deve la sua predilezione per il genere noir/thriller? Le sue esperienze di vita possono aver influito in qualche modo in questa scelta o è qualcosa che ha a che fare con il lato più oscuro di ognuno di noi?
Diciamo che per me scrivere di giallo, di thriller è un modo per mettere su carta delle domande su me stesso, ovvero interrogarmi sui lati più oscuri dell’essere umano, cos’è che spinge le persone a provocare il male. È quindi un modo per indagare il rapporto con gli altri, con me e il mondo.
In un thriller è più difficile costruire la trama o la psicologia dei personaggi?
Credo dipenda dall’attitudine dello scrittore. continua a leggere
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