Charlie Brown
"Solo gli imbecilli non hanno dubbi"
"Ne sei sicuro ?"
"Non ho alcun dubbio!"
(Luciano De Crescenzo)
Avevo un castello di lego
un giorno un bambino ha aperto la porta della mia casa
e ha spalancato gli occhi sorpreso,
il tempo di invitarlo a sedersi accanto a me per osservarlo meglio da vicino
e gli è scivolato sopra un piedino.
"Scusa, non l'ho fatto apposta"
ha detto indicando i mattoncini con vergogna
confusi tra le sedie, il tavolo e il tappeto
di colore blu, rosso, giallo, verde e nero.
"Non preoccuparti" gli ho detto "non è successo niente"
con una pazienza infinita
ho raccolto pezzo per pezzo.
Ho ricominciato da capo
ho ricostruito il castello
ho ricombinato i colori,
assorta
e in silenzio.
Ma il bambino era sbadato
si guardava intorno in cerca di qualcosa
ed è inciampato,
così cadeva di nuovo, di nuovo sul mio castello
mandandolo in frantumi
crash!
eccoli: i resti.
Ancora una volta
sono tutti a terra.
Ho guardato il bambino
ma lui non mi vedeva,
pensava fosse tutto un gioco
non me la sono sentita di sgridarlo
appassirgli la risata che si era conquistato a suon di tonfi.
Di nuovo ho preso i mattoncini
e li ho impilati uno per uno,
non era il tempo che impiegavo a mettermi paura
ma il frastuono che irrompeva nella casa
ogniqualvolta si schiantavano sul pavimento
e mi chiedevo: "perché fa così rumore un pezzo di lego?"
Ho risollevato il castello
ma le mani adesso mi tremavano
ed è venuta su una torre un po' sghemba -
il bambino ha urlato estasiato "che bella!"
in quel momento un vento imprevisto ha spalancato la finestra -
ho aperto le braccia e il bambino si è tuffato sul petto
gli ho chiesto: "perché stai piangendo?"
e lui mi ha risposto: "perché mi ero perso".
Siamo rimasti fermi l'uno nel silenzio dell'altra
aspettando che la terra chetasse il suo boato.
Avevo un castello di lego
che non è precipitato
perché a tramortirmi stavolta fu un suono più grande
che mi rimbombava stretto tra le braccia.
(Charlie)